Per i pazienti affetti da insufficienza cardiaca avanzata, la medicina moderna offre spesso una scelta crudele: l'attesa incerta di un trapianto o l'installazione di pompe meccaniche invasive. Questi dispositivi, pur salvando vite, condannano chi li riceve a una ferita perennemente aperta nell'addome, necessaria per far passare i cavi elettrici che collegano il cuore a pesanti batterie esterne. El Azouzi, ispirato dalla figura del padre, il neurochirurgo Mustapha El Azouzi, ha cercato una via più umana e meno vincolante.
Il suo Flux Modulation Stent (FMS) non somiglia a una macchina, ma a un piccolo oggetto d'arte idraulica. Sfruttando l'effetto Venturi — il principio fisico per cui un fluido accelera quando passa attraverso una strozzatura — lo stent a forma di clessidra riduce la pressione sul ventricolo sinistro. È una soluzione passiva, priva di motori o componenti elettroniche, che permette al muscolo cardiaco di riposare e rigenerarsi autonomamente.
Il cammino verso l'applicazione clinica non è stato privo di ostacoli. Dopo il rifiuto di alcuni investitori americani, il medico ha trovato il sostegno necessario vincendo la competizione Stars of Science in Qatar, dove ha ottenuto un punteggio record del 93,8% tra giuria e pubblico. Con il premio ricevuto, ha scelto di tornare in Marocco per fondare Aorto Medical a Tangeri, rifiutando le pressioni di chi lo avrebbe voluto trasferire in Europa.
Oggi, in collaborazione con l'ospedale Moulay Youssef di Rabat e sotto la supervisione del dottor Ali Kettani, l'invenzione si appresta ad affrontare la prova decisiva: i primi test sull'uomo. Mentre il mondo accademico osserva i suoi successi, premiati recentemente anche a Parigi per un innovativo sistema di filtraggio endovascolare, El Azouzi rimane concentrato sulla precisione del suo stent, consapevole che la vera vittoria non risiede nel prestigio, ma nel permettere a un uomo di camminare senza il ronzio di una pompa e il peso di una batteria.