Per generazioni, il castoro eurasiatico è stato un fantasma della memoria britannica, cancellato dai paesaggi del sud dell'Inghilterra da una caccia spietata che cercava la sua pelliccia e il castoreo. Oggi, l'uomo compie un gesto di riparazione. Il team del Dorset Wildlife Trust ha scelto di non confinare gli animali in riserve recintate, ma di lasciarli liberi di seguire il corso delle correnti e i propri istinti, riconoscendo loro il diritto di abitare nuovamente il mondo.

Questi roditori sono creature di una precisione silenziosa. Portano con sé uno strumento biologico unico: incisivi ricoperti da uno smalto dal colore arancione intenso, una tonalità dovuta alla presenza del ferro che rende i loro denti abbastanza forti da abbattere il legno più duro. Con quei morsi metodici, i castori trasformeranno i fiumi veloci in una sequenza di zone umide, creando rifugi per pesci, uccelli e insetti che da tempo avevano abbandonato queste valli.

La decisione di permettere ai castori di muoversi liberamente non è solo un atto di conservazione, ma una scelta pragmatica dettata dall'osservazione. Le esperienze precedenti, come quella sul River Otter nel Devon, hanno dimostrato che la presenza di questi animali riduce sensibilmente la forza delle inondazioni, trattenendo l'acqua laddove serve e filtrandola naturalmente. Una famiglia di castori può consumare quotidianamente un chilogrammo di cortesia e piante acquatiche, curando il corpo del fiume con la stessa dedizione con cui pettinano la propria pelliccia con l'unghia specializzata delle zampe posteriori.

Dall'ottobre 2022, il governo britannico ha riconosciuto al castoro lo status di specie protetta, rendendo illegale ogni disturbo ai loro siti di riproduzione. È il riconoscimento formale di una verità che i naturalisti del Dorset hanno sempre saputo: il fiume appartiene a chi lo sa curare.