Nell'immagine si riconoscono i tratti descritti dal 1888, quando lo zoologo tedesco Wilhelm Blasius classificò la specie: una macchia rosso-arancio su un petto altrimenti bianco, il verde iridescente su testa e collo, le parti superiori tra il blu-verde e il bruno, le ali brune attraversate da una sola barra biancastra. Due specialisti hanno confermato l'identificazione in modo indipendente: l'ornitologo Juan Carlos Gonzalez dell'Università delle Filippine Los Baños e Alex Berryman di BirdLife International.
L'ultimo avvistamento certo risaliva al 2005, e fu tutt'altro che lieto: un esemplare venne trovato preso in un laccio teso per il gallo bankiva, vicino a un fico in frutto. È il rischio costante di questa colomba, che vive a terra e cerca frutti caduti, semi e invertebrati sul suolo della foresta, dove trova anche i lacci e i predatori introdotti.
La ricerca fa parte del Mindoro Forest and Biodiversity Conservation Programme, condotto dal Center for Conservation Innovation Ph con i ricercatori John Bibar e Joshua Manila, in collaborazione con le comunità Iraya Mangyan sul loro territorio. Senza la presenza costante dei pattugliatori nella foresta, quel fotogramma non esisterebbe.
Nessuna colomba cuore-sanguinante di Mindoro è mai stata tenuta in cattività: a differenza della cugina di Luzon, allevata negli zoo di mezzo mondo, ogni individuo di questa specie è selvatico. Non esiste una riserva di sicurezza altrove. Ciò che si perde nella foresta si perde e basta.
Negli anni Ottanta e Novanta il luogo più noto per la specie era il blocco forestale di Siburan, nella riserva della colonia penale di Sablayan, uno degli ultimi grandi tratti di foresta di pianura dell'isola. Che oggi l'uccello compaia più in alto del previsto può significare due cose diverse: che sappiamo meno di quanto credevamo sui suoi limiti, o che la pianura non gli lascia più spazio.
L'annuncio è arrivato ai primi di settembre. Nella foresta sopra Puerto Galera, intanto, i cinque continuano a camminare.