Alexis è arrivato dalla città industriale di Rafaela con una borsa di studio e un obiettivo preciso: integrare meccanica ed elettronica in un arto artificiale che non sia percepito come un corpo estraneo. Il suo lavoro si concentra sulla progettazione del sistema di alimentazione elettrica e sull'integrazione della centrale di controllo, il "cervello" che permette alla protesi di leggere i dati in tempo reale e accompagnare il movimento naturale dell'utente.

La sfida non è puramente tecnica, ma umana. Mentre i modelli commerciali di protesi mioelettriche restano fuori portata per la maggior parte della popolazione mondiale, il progetto di Gon punta a mantenere un'altissima qualità ingegneristica utilizzando componenti che riducano drasticamente i costi di produzione. È l'applicazione di una prospettiva sociale a una disciplina spesso confinata nell'ambito del lusso medicale.

Per oltre quattro mesi, Gon ha analizzato il modo in cui i sensori interpretano i segnali elettrici dei tessuti muscolari, un processo che richiede una precisione millimetrica nella programmazione per evitare ritardi o movimenti bruschi. Ogni componente è stato scelto per ottimizzare l'energia, garantendo che il sistema sia sicuro ed efficiente per l'uso quotidiano.

Questa collaborazione tra la Universidad Tecnológica Nacional di Rafaela e l'istituto tedesco rappresenta un ponte tra due mondi. In un laboratorio silenzioso della Germania, un giovane ingegnere lavora affinché un gesto semplice come afferrare un oggetto torni a essere un diritto e non un privilegio economico.