La cooperativa Zrbiat Achbarou è nata nel 2021, dopo che le sue fondatrici avevano seguito i laboratori IMAGINE della High Atlas Foundation. All'inizio i tappeti venduti furono cinque. Un tappeto annodato a mano di due metri per tre richiede due o tre mesi di lavoro a più mani e può contenere oltre centomila nodi: cinque vendite sono il conto di un anno intero di telaio.

Intorno al 2022 nel villaggio è cominciato un corso di alfabetizzazione familiare. Il finanziamento esterno è durato il tempo che doveva durare, poi si è esaurito. Le lezioni no. Due anni dopo la fine dei fondi, le donne si riuniscono ancora ogni settimana, gratuitamente, perché l'attività cresceva e bisognava leggere le fatture, tenere il conto delle vendite. A quel corso si è aggiunto un laboratorio di commercio elettronico del programma Farmer-to-Farmer, e i tappeti hanno cominciato a viaggiare anche online.

Il tempo è prezioso come l'oro. Se lo usi bene, avrai successo.

Sono parole di Driouch, e nella sua bocca non hanno nulla di astratto: descrivono un calcolo domestico, le ore sottratte alla casa e restituite al telaio e al quaderno.

I disegni dei tappeti, dicono le tessitrici, raccontano la convivenza musulmano-ebraica di questa terra. Il vivaio della fondazione, poco lontano, cresce su un terreno donato dalla comunità ebraica marocchina, accanto al santuario di Rabbi Raphael Hacohen, dove da generazioni sono custodi musulmani a curare il cimitero.

Akrich si trova nella provincia di Al Haouz, una ventina di chilometri a sud di Marrakech. La stessa provincia dove, tre anni fa alle 23:11, il terremoto di magnitudo 6,8 uccise quasi tremila persone e fece crollare le case di pietra e fango di interi villaggi. L'anniversario di quella notte cade sulla stessa data della Giornata internazionale dell'alfabetizzazione, che l'UNESCO osserva ogni 8 settembre dal 1967. Quest'anno il tema riguarda l'alfabetizzazione nei tempi di transizione.