Il confronto con la parente più vicina, B. petiolata, ha chiarito le differenze: fiori di circa 2,0-2,5 centimetri di diametro, brattee più brevi, e soprattutto un labello dal disegno diverso. La descrizione formale, firmata da Boonma insieme a Surapon Saensouk, Piyaporn Saensouk, Mukdamas Ruengrit, Pathomthat Srisuk, Prasert Ruannakarn e Min Khant Naing, è uscita sulla rivista Life il 4 settembre 2026.

Il nome dice dove vive la pianta: calcicola, dal latino calx, calce, e -cola, abitante. Abitante del calcare. Il genere Boesenbergia era stato istituito nel 1891 dal botanico tedesco Otto Kuntze e contava 102 specie accettate in tutta l'Asia tropicale prima di questa aggiunta. Il suo membro più familiare è la krachai, il rizoma giallo che finisce nelle paste di curry thailandesi e si vende fresco nei mercati.

I tre autori principali lavorano al Walai Rukhavej Botanical Research Institute dell'Università di Mahasarakham, e non è la loro prima scoperta di questo tipo. Sei settimane prima avevano descritto B. lamudiae, un'altra Boesenbergia calcicola, nel distretto di Nong Hin nella vicina provincia di Loei, a circa 425 metri. Le due piante si assomigliano in questo: ciascuna è legata al proprio scoglio di roccia.

La specie è stata provvisoriamente classificata come Data Deficient: si sa troppo poco della sua distribuzione per dire quanto sia minacciata. È una cautela che pesa. I karst calcarei thailandesi funzionano come isole: ogni affioramento ospita piante che non esistono altrove, e i botanici che li percorrono segnalano da anni la pressione crescente delle cave di pietra.

Il distretto dà il nome al parco nazionale, gazzettato nel 2000, che si estende anche sulle province confinanti. Al suo interno c'è la grotta di Tham Lai Thaeng, con pitture rupestri datate fino a duemila anni fa. Chi ha dipinto su quella roccia non sapeva nulla della pianta che cresceva fuori. Ora qualcuno lo sa, e ha appena cominciato a contarla.