La professoressa Nadia Laaradj, insieme al dottor Aoumer e con la collaborazione dell'esperto italiano Marco Di Marco, ha operato con la precisione di chi sa che non esiste margine per l'errore. La tecnica utilizzata, denominata TriClip, ha permesso di intervenire sulla valvola tricuspide senza incidere il torace, ma risalendo attraverso una piccola apertura nella coscia. Una minuscola clip in lega di cobalto e cromo, rivestita di tessuto, è stata guidata fino al cuore per pinzare i lembi della valvola difettosa, riducendo il reflusso del sangue e stabilizzando la circolazione.
Per decenni, la tricuspide è stata definita nei trattati medici come la "valvola dimenticata", meno studiata e più difficile da trattare rispetto alla mitrale a causa della sua estrema fragilità. Un gesto troppo brusco potrebbe lacerare i tessuti, eppure, sotto la guida ecografica, la squadra di Orano ha saputo muoversi con la delicatezza necessaria a trasformare un'insufficienza grave in una funzione regolare.
Il CHU Dr. Benzerdjeb, un'istituzione che domina la città di Orano sin dal 1953, si conferma così un centro di eccellenza dove la tecnica più avanzata incontra la cura della persona. Prima di questo intervento, l'équipe aveva già consolidato la propria esperienza con oltre 130 impianti aortici e quindici successi con la tecnica MitraClip, iniziata nel settembre 2025.
L'esito positivo delle due operazioni non rappresenta solo un primato per il continente africano, ma un atto di dignità verso l'anzianità. Dove prima c'era l'affanno e il rischio di un declino irreversibile degli organi, ora resta solo il segno quasi invisibile di un catetere e la promessa di un respiro più leggero.