Partsch è un'educatrice sanitaria di formazione. È tornata a Samoa dopo quarant'anni in Nuova Zelanda, e quello che fa adesso l'ha visto fare da altri prima di lei: negli anni Settanta e Ottanta i suoi genitori tenevano uno spazio di apprendimento informale in casa propria. Lei dice che l'idea viene da lì.
I più piccoli lavorano su lettura, ortografia e inglese parlato — leggendo insieme ad alta voce, traducendo parole, con cruciverba e puzzle. I più grandi, dall'ottava alla dodicesima classe, portano matematica e contabilità. Non è una scelta astratta: alla fine dell'anno scolastico, che a Samoa va da gennaio a dicembre, quegli stessi ragazzi affrontano gli esami nazionali, e la contabilità è materia d'esame nel Samoa School Certificate.
L'inglese parlato tocca un punto delicato. Il samoano si insegna dalla prima alla tredicesima classe, e la politica bilingue — approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso aprile — lo privilegia come lingua d'istruzione nei primi anni, lasciando alle secondarie l'inglese. Nella pratica, entrambe le lingue convivono a tutti i livelli. Il martedì mattina, quei ragazzi tornano in aule dove la regola non è mai del tutto la stessa.
Il Rotary Club di Apia ha donato materiale di lettura e manda volontari a sostenere le sessioni. È un canale che funziona da tempo: i libri arrivano in container dalla Nuova Zelanda e dall'Australia, attraverso i club gemelli. Il marito di Partsch ha aperto, separatamente, un Homework Centre per il supporto aggiuntivo.
Saleimoa dista una quindicina di chilometri da Apia, sulla strada principale che porta all'aeroporto di Faleolo. Da lì partono gli aerei per la Nuova Zelanda, dove vive una comunità samoana ormai più numerosa della popolazione dell'isola, e da dove arrivano le rimesse che nel 2024 valevano circa un quarto del prodotto interno lordo del paese. Partsch quella strada l'ha percorsa in entrambe le direzioni. Ora, il lunedì sera, apre la porta della casa delle riunioni.