La storia di Marsters non è fatta di accademie distanti, ma di una vicinanza umana e tattile con la materia. Dopo essersi diplomato come intagliatore di legno nel 2012, ha sentito il richiamo di una fibra più morbida ma altrettanto resistente: il harakeke, il lino neozelandese. Oggi, come Pouako o istruttore capo, insegna che la tessitura non è solo una tecnica, ma un protocollo di rispetto verso la natura, noto come tikanga. Gli studenti imparano a tagliare le foglie con un'inclinazione precisa, per evitare che l'acqua piovana ristagni e faccia marcire il cuore della pianta, rispettando la vita del cespuglio che li nutre.
Il cuore della scuola, battezzata Te Rito come il germoglio centrale del lino, è un luogo dove la tecnologia cede il passo alla precisione della mano nuda. Per ottenere il muka, la fibra finissima utilizzata per i mantelli più preziosi, Marsters e i suoi allievi utilizzano ancora il kuku, una semplice conchiglia di mitilo, raschiando con cura lo strato verde della foglia fino a rivelarne l'anima argentea. È un lavoro di pazienza che trasforma una pianta comune in un oggetto di dignità cerimoniale.
Il momento di svolta per la continuità di questa scuola è giunto con il lancio della Fondazione NZMACI, dove Tukoroirangi Morgan, presidente di Tainui, ha confermato lo stanziamento di fondi necessari per accogliere i nuovi tauira, gli studenti del prossimo ciclo. Non si tratta di un semplice investimento burocratico, ma di un atto di fiducia verso una tradizione che rischiava di svanire nel rumore della modernità. Anche il maestro intagliatore Fayne Robinson, presente alla cerimonia, ha ricordato come l'istituto abbia il potere di trasformare la vita di un giovane, offrendo un'identità radicata nel fare.
C'è una dignità calma nel modo in cui Marsters descrive il passaggio del testimone. Vedere una delle sue ceste, un kete, finire su un francobollo nazionale o essere esposta a Vancouver è motivo di orgoglio, ma la vera vittoria risiede nella stanza del laboratorio. È lì, tra il vapore della valle geotermale e il profumo di terra del paru — il fango ricco di ferro usato per tingere le fibre di nero — che una cultura antica trova il modo di restare giovane, un intreccio dopo l'altro.