L'autorizzazione della Directorate General of Drug Administration era arrivata lo stesso giorno. All'United Healthcare hospital di United City non hanno atteso: il primo intervento è stato una colecistectomia robotica, la rimozione della cistifellea, che ovunque nel mondo è la porta d'ingresso dei nuovi programmi di chirurgia robotica — l'anatomia è prevedibile, il volume di casi è alto.

Poco dopo, la Prof. Dr. Samsad Jahan Shelly, responsabile di ostetricia e ginecologia, ha eseguito un'isterectomia robotica su una paziente che soffriva di sanguinamento uterino anomalo. Entrambe le operazioni hanno impiegato un Medbot Toumai, un sistema endoscopico prodotto a Shanghai e proposto sui mercati emergenti come alternativa più economica al da Vinci, la piattaforma che per vent'anni ha dominato il settore quasi da sola.

Salehin ha descritto i vantaggi con la sobrietà di chi ha appena finito di lavorare: maggiore protezione dei vasi sanguigni, invasività minima, sanguinamento sensibilmente ridotto, recupero più rapido. Il paziente, ha detto, sarebbe stato dimesso nel giro di uno o due giorni.

Dietro le due operazioni c'è una questione più larga di qualsiasi cistifellea. Per decenni i pazienti bangladesi che avevano bisogno di procedure avanzate hanno preso un treno o un aereo: Calcutta, Chennai, Vellore, e poi Bangkok, Singapore. Erano più della metà di tutti i viaggiatori sanitari diretti in India. Poi, nel 2024, i visti si sono ristretti bruscamente, e quella strada si è fatta stretta.

Shelly ha parlato di un programma che dovrà estendersi alla cardiochirurgia, alla neurochirurgia, all'urologia, alla chirurgia generale e toracica. L'obiettivo dichiarato è che meno persone debbano partire.

Vale la pena ricordare cosa questi apparecchi non sono. Non decidono nulla. Ogni movimento nasce dalle mani di un chirurgo seduto a qualche metro di distanza; la legge li classifica come strumenti, non come dispositivi autonomi. A Dhaka, quella sera, il paziente di 57 anni era affidato a un uomo e alla sua attenzione — soltanto tradotta attraverso l'acciaio.