A settembre dell'anno scorso il fondo del lago di Çavuşçu era una distesa di terra crepata. Abooğlu dice che a memoria d'uomo il lago non era mai sparito del tutto. Un abitante del vicino quartiere di Çavuşçu, Bahri Çoban, aveva spiegato allora le cause: diversi anni di piogge scarse e un'irrigazione a scorrimento fatta senza alcun controllo.
Poi sono tornate le piogge. Dopo le precipitazioni degli ultimi mesi il bacino si è riempito, e le squadre della Direzione agricola distrettuale hanno ripopolato l'acqua con nuovi pesci. Gli uccelli sono ricomparsi. Abooğlu riconosce alle autorità di aver lavorato bene e spera che il lago diventi ogni anno più sano e più bello.
Da capo villaggio fa anche tre richieste. Chiede di non pescare ancora con la canna, perché i pesci appena immessi sono piccoli. Chiede di non lasciare rifiuti sulle rive. E chiede di non prelevare acqua dal lago per irrigare senza autorizzazione, cioè proprio l'abitudine che ha contribuito a svuotarlo.
Il lago ha origine tettonica e si trova a 1.026 metri di quota, sull'altopiano anatolico. Quando è pieno copre circa 27 chilometri quadrati, ma è poco profondo: in media due metri. Lo alimentano tre corsi d'acqua. Alla fine degli anni Sessanta l'ente statale per le opere idrauliche, il DSİ, costruì argini sulle sponde nord e sud e lo trasformò in un serbatoio per irrigare le pianure di Ilgın e di Atlantı. Da allora il lago si riempie con la neve e la pioggia dell'inverno e si abbassa d'estate, quando nei campi comincia la stagione irrigua.
Un tempo la palude all'estremità settentrionale si chiamava Kurugöl, «il lago secco». L'anno scorso quel nome è sembrato valere per tutto il lago: secondo le cronache se ne erano andate fra le settanta e le ottanta specie di uccelli.
Nelle sue acque vivono carpe, gamberi di fiume e due piccoli pesci che in natura si trovano solo nell'interno dell'Anatolia, il ciprinodonte Aphanius villwocki e Pseudophoxinus anatolicus. Sulle rive si sono visti anatre, oche, fenicotteri, pellicani e cormorani. Dal 1992 il lago è un sito naturale protetto.
I trenta milioni di metri cubi di luglio sono poco più di un sesto dell'acqua che il lago conteneva sessant'anni fa. Abooğlu lo sa. Per questo non festeggia e chiede cura: niente canne da pesca per ora, niente plastica tra le canne, niente pompe abusive.