Per Mazzella Maniwavie, questo tratto di costa alla periferia di Port Moresby non è solo un progetto di conservazione, ma il paesaggio della propria infanzia. Figlia di un biologo marino, Mazzella trascorreva le giornate seguendo il padre tra le radici intrecciate delle mangrovie, imparando a leggere i segreti di un ecosistema che oggi combatte per la sopravvivenza. La capitale è raddoppiata in trent'anni, raggiungendo i 400.000 abitanti, e la pressione sulle foreste costiere è diventata un peso difficile da sostenere.

Il programma Mangoro Market Meri, nato nel 2016, riconosce che la protezione della natura non può prescindere dalla dignità di chi la abita. In queste comunità, sono le donne a trascorrere più tempo tra gli alberi, raccogliendo ciò che la marea lascia dietro di sé. Mazzella ha scelto di puntare su di loro, trasformandole in custodi attive della foresta e collegando la loro sapienza antica a nuove opportunità economiche.

L'economia del fango ruota attorno al granchio di fango, una creatura che le donne pescano nelle zone intertidali durante la bassa marea. Invece di abbattere gli alberi per il legname da costruzione o da ardere, le comunità imparano a gestire la foresta come un vivaio naturale. I granchi, legati con cura con fibre vegetali, vengono trasportati vivi fino al mercato di Koki, garantendo un reddito che permette alle famiglie di guardare al futuro senza consumare il presente.

C'è un dettaglio biologico che somiglia a un gesto umano: le mangrovie praticano la viviparità. I loro semi, chiamati propaguli, non cadono semplicemente al suolo, ma germogliano mentre sono ancora attaccati al ramo materno, assumendo la forma di piccole lance. Solo quando sono pronti a mettere radici si staccano, pronti a conficcarsi nel limo sottostante. È questa stessa pazienza che Mazzella infonde nel suo lavoro, attendendo che ogni comunità trovi la propria forza per restare salda, proprio come quegli alberi che sanno vivere con i piedi nell'acqua salata.