Kwon Seon-hak, a capo dell'associazione ambientalista Eul Pureun Namu, ha confermato ai primi di settembre che tutti e quattro i giovani hanno lasciato il nido. Il personale del museo, che aveva seguito la covata per mesi, dice che in tutta la storia di Nonsan non risulta nulla di simile. Le cicogne erano state avvistate nella zona per la prima volta nel febbraio 2020; sono servite sei stagioni perché una coppia decidesse di fermarsi.
La Ciconia boyciana figura come specie in pericolo nella Lista Rossa IUCN, ed è Tesoro Nazionale coreano numero 199: ne restano circa 2.500 esemplari al mondo. La Corea l'aveva persa in modo brutale. Nel 1971, nella contea di Eumseong, il maschio dell'ultima coppia selvatica fu abbattuto da un cacciatore pochi giorni dopo il ritrovamento del nido. La femmina rimasta depose per anni soltanto uova non fecondate e morì allo zoo di Seoul Grand Park, a Gwacheon, nel settembre 1994. I due sono stati rimessi uno accanto all'altra nel maggio 2018, imbalsamati, dopo quarantasette anni in collezioni separate.
La ricostruzione è cominciata nel 1996, quando il centro di ricerca dell'Università Nazionale dell'Educazione, a Cheongju, fece arrivare quattro esemplari fondatori dalla Germania e dalla Russia. Le prime liberazioni avvennero a Yesan, una cinquantina di chilometri a nord-ovest di Nonsan, scelta per le risaie e le colline basse. Da lì gli uccelli si sono dispersi, di provincia in provincia, fino a posarsi su un edificio pubblico privo di qualsiasi tutela.
Il personale del museo non si è limitato a guardare. Ha portato ai pulcini cobiti presi nelle risaie e ha costruito una torre-nido rialzata, per mettere la famiglia al riparo dai predatori terrestri. Una troupe di Daejeon MBC ha filmato la crescita per mesi, per un programma intitolato Diario di un naturalista sul ritorno delle cicogne.
Qualcosa di simile era accaduto nel novembre 2025 nella baia di Suncheon, duecento chilometri più a sud: una cicogna selvatica e priva di anello era comparsa nei campi di Anpung poco dopo che il comune aveva rimosso i pali della luce per allargare l'habitat delle gru monache svernanti. Il sindaco, Noh Kwan-gyu, aveva commentato che la natura risponde agli esseri umani.
Ciò che rende diverso il nido di Nonsan è proprio la sua banalità: non una riserva, non un parco dedicato, ma un tetto sopra una sala espositiva costruita nel 2005 per accogliere gite scolastiche. Gli uccelli hanno scelto un luogo dove la gente passa tutto il giorno, e vi hanno cresciuto quattro figli.