Il lavoro è stato pubblicato all'inizio di settembre dal CENTROP insieme al Philippine Genome Center Visayas. Il direttore della pipeline bioinformatica, Albert Noblezada, e i biologi Persie Mark Sienes e Robert Guino-o hanno sequenziato 2,5 miliardi di basi e identificato 24.531 geni.
Il numero che conta di più, però, è piccolo: 0,17. È l'indice di eterozigosità di Abraham, cioè la misura della varietà genetica che porta con sé. La soglia considerata sana è 0,3. Sotto quel valore, la consanguineità nelle popolazioni in cattività non è un sospetto, ma un dato.
La specie sopravvive su Negros e Panay. Da Cebu, Guimaras, Leyte, Masbate e Samar è scomparsa. Un censimento del 1991 la trovò in circa il cinque per cento del suo areale storico, e dal 2019 figura tra le specie in pericolo critico: restano all'incirca settecento individui maturi.
Il programma di riproduzione in cattività era partito nel 1990 con ventuno animali fondatori, in base a un accordo tra il Dipartimento dell'ambiente filippino e lo zoo di Mulhouse, in Francia, che custodisce il gruppo europeo. Per decenni gli accoppiamenti sono stati decisi sui pedigree: chi discende da chi, quanto lontano. Il genoma sostituisce quel metodo con qualcosa di più preciso, perché legge direttamente ciò che ogni animale porta nei cromosomi anziché dedurlo dagli alberi genealogici.
Da qui i piani concreti. I ricercatori intendono riprendere gli scambi di animali tra le tre strutture filippine — il CENTROP, il Mari-it Wildlife and Conservation Park e il Negros Forest Park — e sperimentare l'incontro tra cervi nati in cattività ed esemplari selvatici nella riserva naturale di Bayawan, trecento ettari sulla costa meridionale di Negros.
La specie fu descritta nel 1870 da Philip Lutley Sclater, a Londra, su un esemplare inviatogli dal principe Alfredo, duca di Edimburgo: da lui il nome alfredi. Per oltre un secolo venne considerata una semplice sottospecie di cervi più grandi, finché nel 1983 Grubb e Groves non la riconobbero come specie autonoma. Nell'aprile 2009, dopo più di venticinque anni senza conferme scientifiche, una spedizione a Panay riportò prove fisiche della presenza di animali selvatici.
Ora, per la prima volta, chi decide quali cervi far incontrare può leggere in anticipo cosa quell'incontro produrrà.