A quel punto la corsa, per l'applicazione, era finita. La destinazione era raggiunta e bastava un tocco per chiuderla. Sautner però guardò quella facciata silenziosa, dove niente faceva pensare a un concorso pubblico, e non si fermò lì.

Cercò il luogo esatto dell'esame e scoprì che la donna era stata mandata a un indirizzo del tutto sbagliato. Lei non avrebbe potuto accorgersene da sola. Sautner cambiò percorso subito e la portò alla sede giusta prima che la prova cominciasse.

In Brasile il concorso público è la prova scritta con cui si assegnano i posti nel servizio pubblico e nelle università statali. Le regole sono severe: i candidati devono entrare prima che i cancelli si chiudano a un orario fissato, e chi arriva dopo viene escluso. Per chi si era preparato, un indirizzo sbagliato può voler dire perdere un'occasione che forse non si ripresenterà per anni.

La legge prevede misure precise per chi non vede. Nei concorsi federali un decreto del 2018 riserva almeno il 5% dei posti alle persone con disabilità. I candidati possono chiedere il testo in Braille, un software di lettura dello schermo, più tempo o un ledor, una persona che legge le domande ad alta voce e scrive le risposte. Nessuna di queste tutele serve però a chi resta fuori dal cancello.

È stato Sautner a raccontare l'episodio, che è finito in un libro: «100 Histórias Inusitadas de Motoristas Uber», curato da Marlon Luz. Luz ha costruito il volume come un progetto collettivo. Tramite il suo canale Telegram ha invitato gli autisti a mandare le proprie storie e poi le ha selezionate.

Nel libro, quella di Sautner è una storia tra cento. Il suo gesto è stato semplice. Davanti a un edificio vuoto non si è fidato del GPS, ha guardato meglio e ha deciso che il suo lavoro finiva solo quando la passeggera era arrivata al posto giusto.