Gli animali catturati erano due maschi e una femmina. L'anestesia durava circa cinquanta minuti, e in quel tempo la squadra doveva fare tutto: prelevare il sangue, impiantare un microchip, mettere un collare radio e iniettare la dose. Accanto a Mangini lavoravano i ricercatori sul campo della SPVS, la Sociedade de Pesquisa em Vida Selvagem e Educação Ambiental, e un gruppo di Bio-Manguinhos, l'unità della Fondazione Oswaldo Cruz che ha prodotto il vaccino.

Del momento del risveglio Mangini ha conservato un'immagine precisa. Le scimmie si sono aggrappate ai rami e sono tornate nella foresta con un salto.

Il mico-leão-caiçara, Leontopithecus caissara, è rimasto sconosciuto alla scienza fino al 1990, quando le biologhe Maria Lúcia Lorini e Vanessa Guerra Persson lo trovarono proprio su quest'isola. Un adulto pesa circa seicento grammi. I gruppi dormono nelle cavità degli alberi e si muovono tra la restinga di pianura e le paludi boscose di caxeta. È una delle quattro specie di tamarino leone, tutte presenti soltanto nella Foresta Atlantica brasiliana. Tra queste è l'unica a non avere una popolazione di riserva in cattività.

La minaccia ha un precedente vicino. Tra il 2016 e il 2018 la febbre gialla attraversò il Brasile sudorientale e uccise migliaia di scimmie urlatrici. I tamarini leone dorati dello stato di Rio de Janeiro passarono da circa 3.700 nel 2014 a circa 2.500 nel 2019. Da lì nacque il primo tentativo di vaccinare questi primati, guidato dall'Associação Mico-Leão-Dourado insieme alla Fiocruz. Ora lo stesso vaccino, derivato dal ceppo 17D per cui Max Theiler ricevette il Nobel nel 1951, arriva a Superagui.

Per una specie così piccola il rischio è ancora più alto. Negli anni Cinquanta lo scavo del canale del Varadouro ha tagliato l'habitat e diviso le popolazioni tra San Paolo e il Paraná. Con così pochi animali, un solo focolaio potrebbe bastare a cancellarla.

Il programma prevede di vaccinare altri gruppi e, con il tempo, di creare una popolazione di sicurezza in cattività. Intanto, da qualche parte nella restinga, tre collari radio trasmettono il loro segnale dagli alberi.