Patricio aveva una ipoacusia neurosensoriale profonda bilaterale. Non una difficoltà a sentire, ma un'assenza: nessun suono arrivava. La sua età contava, perché il cervello impara ad ascoltare nei primi anni e poi smette di aspettare.
Accanto alla dottoressa Ramírez lavoravano la specialista in audiologia Karina Firo Guadarrama e María Belén Alonso, che dirige il reparto di otorinolaringoiatria dell'ospedale. Il 28 agosto i processori esterni sono stati attivati.
La madre, Blanca Patricia, ha riassunto la cosa in una frase che non ha bisogno di commenti: «Sono molto, molto grata all'istituzione. Io dico che l'IMSS apre mondi». Poi ha aggiunto un dettaglio che spiega perché quella gratitudine ha un peso: lo stesso intervento, nel privato, può costare fino a un milione di pesos per ogni impianto.
Fino al 26 giugno 2024 gli assicurati dell'IMSS non avevano accesso agli impianti cocleari. Quel giorno il Consiglio Tecnico dell'istituto ha reinterpretato la Legge sulla Sicurezza Sociale, aprendo la strada ai minori con disabilità uditiva. Le prime quindici operazioni sono state eseguite a Guadalajara tra ottobre e dicembre dello stesso anno, in sedute chirurgiche di fine settimana, fuori dal calendario ordinario delle sale.
L'intervento su Patricio è il primo pediatrico dell'IMSS nel nordest del Paese e inaugura il programma di impianti cocleari del Nuevo León. L'UMAE No. 25, aperta nel 1980 nel quartiere Mitras Norte, è ospedale di riferimento per quattro stati e poco più di nove milioni di assicurati. Finora le famiglie di quella regione dovevano viaggiare altrove, oppure rinunciare.
Restano, sulla lista nazionale di programmazione, tredici bambini e due adulti in attesa. A Guadalajara ogni bambino operato riceve novantasei sedute di terapia del linguaggio: l'impianto porta il suono, ma la parola va imparata dopo, lentamente, con qualcuno seduto di fronte.
Per Patricio quella parte comincia adesso.
Io dico che l'IMSS apre mondi.