Lo squalo levigato, conosciuto localmente come gatuzo, è il protagonista involontario delle tavole argentine. Per renderlo più appetibile, i pescatori di Mar del Plata e Necochea lo privano della pelle, delle pinne e della testa, riducendolo a un cilindro di carne rosata venduto spesso come palo rosado. In questa forma anonima, il consumatore non riconosce più il predatore dei fondali, la cui popolazione è ormai entrata in una fase di declino critico.

La WCS Argentina ha scelto i giorni della Settimana Santa del 2026 per lanciare un appello alla moderazione. È un momento di massima vulnerabilità per la specie, poiché l'impennata della domanda spinge le flotte a setacciare le acque costiere con reti a strascico, proprio dove questi pesci vivono e si riproducono. Non è un ordine amministrativo, ma una richiesta di civiltà rivolta ai singoli cittadini: un invito a non comprare, a non consumare, a lasciare che il mare riprenda fiato.

La fragilità del Mustelus schmitti risiede nel suo stesso ritmo vitale. Una femmina impiega quasi un anno per portare a termine la gestazione di una nidiata che conta pochi esemplari, una biologia lenta che non può competere con l'efficienza industriale della pesca moderna. Ogni esemplare risparmiato al banco del pesce durante la Pasqua rappresenta una possibilità concreta di preservare le migrazioni primaverili verso le acque basse dell'estuario.

In questo gesto di rinuncia volontaria si riflette una nuova forma di cura. Il ricercatore non parla più solo attraverso grafici o tabelle dell'INIDEP, ma si rivolge direttamente alla persona che tiene in mano il portafoglio. È la consapevolezza che il destino di una specie possa dipendere non da un trattato internazionale, ma dalla discrezione di un cliente davanti a un banco del pesce.