Il locale ha aperto in sordina il 22 agosto 2026, come prova, e ha avuto la sua inaugurazione formale il 4 settembre, nel Barrio 18 de Septiembre. Dietro ci sono tre soggetti: il comune di Punta Arenas, l'azienda idrica Aguas Magallanes e la Corporación Edudown, che da ventisei anni lavora con persone con sindrome di Down e disabilità intellettiva. Il finanziamento è arrivato da due imprese, non da una: accanto ad Aguas Magallanes c'è Blumar, il trasformatore di salmone che ha ripreso a produrre in città dopo l'incendio del suo stabilimento.

«Me emociona mucho poder trabajar, aprender y contribuir a que esta cafetería funcione», ha detto Evelyn il giorno della prova generale. Il sindaco Claudio Radonich Jiménez, che li ha visti al lavoro, ha commentato che il servizio più bello che si possa ricevere è il loro. Il responsabile regionale di Aguas Magallanes, Christian Adema Galetovic, ha parlato di qualcosa che permetterà ai quattro di affrontare la vita in un modo diverso.

Il 2 settembre è arrivata anche la first lady cilena, María Pía Adriasola. Ha incontrato i quattro dipendenti e le loro famiglie e ha lasciato una frase che suona meno come una cerimonia che come un'istruzione: l'inclusione non può restare soltanto nelle parole.

La biblioteca stessa è arrivata tardi. Ci sono voluti circa sette anni di cantiere e oltre 3.500 milioni di pesos di fondi regionali prima che l'edificio di tre piani in calle Cancha Rayada aprisse al pubblico, nei primi giorni di giugno di quest'anno. Il caffè è nato pochi mesi dopo, nello spazio che lo aspettava.

Non è il primo esperimento di Edudown: a La Serena l'organizzazione gestisce da anni un locale simile, premiato nel 2023 dalla Federazione gastronomica cilena. Ma Punta Arenas è un altro ordine di distanza — circa tremila chilometri da Santiago per strada, con l'obbligo di attraversare l'Argentina. Il personale di Edudown descrive il vuoto locale senza giri di parole: la stimolazione precoce nell'infanzia esiste già in Magallanes, l'inclusione lavorativa no.

Per questo il bancone è pensato come una porta, non come un capolinea. I quattro imparano orari, cassa, rapporto con il cliente; poi, se vorranno, andranno altrove. Intanto servono caffè a chi entra a leggere, e la città si abitua a vederli.