Per anni un neonato venuto al mondo in casa rischiava di rimanere invisibile allo Stato. Il Certificado de Nacimiento, istituito dal Ministero della Salute federale nel settembre 2007 come modulo unico e gratuito, è il documento che i registri civili pretendono. Senza un certificato ospedaliero, ottenere l'identità legale diventava un percorso incerto. Le parteras della Costa Chica e della Montaña hanno lavorato perché il loro lavoro venisse riconosciuto per quello che è, e oggi i parti che assistono sono registrati dalle autorità.
L'organizzazione passa dalla Casa de la Mujer Indígena y Afromexicana "Nellys Palomo Sánchez" di San Luis Acatlán, aperta nel 2011 e arrivata quest'anno ai quindici anni di attività. Serve donne di San Luis Acatlán, Malinaltepec e Cochoapa El Grande, comunità dove si parla na savi, me'phaa e ñomndaa. Nella sua squadra ci sono anche parteros, uomini che esercitano la stessa arte.
Le levatrici descrivono la propria pratica come una difesa: contro la violenza ostetrica e contro il razzismo che le donne indigene e afromessicane incontrano nel sistema sanitario formale. Non è un'obiezione astratta. In Guerrero la mortalità materna resta sopra la media nazionale, e le autorità sanitarie statali hanno contato dodici decessi materni entro agosto di quest'anno.
Una riforma della Legge generale sulla salute, pubblicata nel marzo 2024, consente alle levatrici tradizionali di emettere direttamente il certificato di nascita, e stabilisce che il modulo usi un linguaggio adeguato alla cultura e all'identità di chi lo compila. Sulla carta è una riga di legge. Nella Montaña significa che una nonna può firmare l'esistenza di un bambino.
Il sapere non si trasmette in aula. Cure prenatali, posizioni del parto, rimedi di erbe, guarigione del puerperio: le anziane insegnano alle più giovani, una alla volta, nelle case. In territori dove i servizi medici formali restano scarsi, questa catena di insegnamento è al tempo stesso assistenza sanitaria e continuità di una cultura.
La casa porta il nome di Nellys Palomo Sánchez, organizzatrice femminista nata in Colombia e morta nel 2009, che aveva fondato Kinal Antzetik — "terra di donne" in tzeltal, una lingua maya del Chiapas, non del Guerrero. Il nome viene da lontano, come lei. Il lavoro, invece, resta esattamente dove serve.