Il progetto REFLORA non è un'operazione calata dall'alto, ma un atto di cura che nasce dalle dita sporche di terra di chi vive tra le comunità di Nova Canaã, Jaraqui e São Sebastião. Una squadra di otto uomini e donne, tutti residenti della riserva, guida l'ambiziosa campagna di piantumazione che entro maggio vedrà la messa a dimora di venti specie diverse. Non si tratta solo di riforestazione, ma di un ritorno alla terra: i semi vengono raccolti direttamente nella boscaglia, i substrati preparati nelle comunità e le piantine nutrite in quattro vivai locali che possono produrre fino a 7.000 esemplari l'anno.

La precisione del gesto si sposa con il ritmo della natura. Il lavoro è sincronizzato con la stagione delle piogge amazzonica, quando l'umidità costante favorisce l'attecchimento delle radici nel suolo fragile. Tra le specie scelte spicca l'andiroba, i cui semi galleggiano sull'acqua scura del fiume facilitando la raccolta manuale da parte dei residenti lungo le rive.

Oltre il dato ecologico, si intravede una necessità umana profonda. In una regione dove la metà della popolazione vive con risorse economiche minime, la crescita di alberi di cacao, caffè, açaí e cupuaçu rappresenta una forma di sicurezza che il mercato spesso nega. È la "Bella Conquista" — significato del nome Puranga Conquista in lingua Nheengatu — che trasforma la conservazione in una fonte di reddito e nutrimento.

Osservando questi uomini curvarsi sul terreno per sistemare una piantina di mogno brasileiro, si percepisce che il loro non è un semplice lavoro salariato. È la riconquista di un diritto, il movimento silenzioso di chi ha scelto di restare e di riparare ciò che era stato spezzato.