Per decenni, il silenzio delle acque correntine è stato il segno di un'assenza. La lontra gigante, predatore apicale capace di regolare l'equilibrio della fauna ittica, era stata cancellata dal paesaggio argentino dalla caccia intensiva per il commercio delle pelli, che tra gli anni Quaranta e Settanta aveva alimentato i mercati internazionali. Sebastián Di Martino, direttore della conservazione presso Rewilding Argentina, ha lavorato dal 2017 per invertire questa cronaca di estinzione, coordinando uno sforzo che ha unito zoo europei e amministrazioni locali.

Il successo dell'operazione riposa sulla pazienza. Nima, giunta dallo zoo di Madrid, e Coco, proveniente dalla Danimarca, hanno trascorso oltre due anni in recinti di acclimatazione. Lì, lontano dal contatto umano, hanno imparato nuovamente a cacciare prede vive e hanno dato alla luce Pirú e Kyra, i primi cuccioli della loro specie nati in libertà sorvegliata in questa regione. Le macchie di pelo color crema sulla loro gola, disegni unici che permettono ai ricercatori di identificarli individualmente, brillano ora tra i riflessi delle acque libere.

Il ritorno di questi animali trasforma la struttura stessa dell'ecosistema. Come predatori dominanti, le lontre influenzano il ciclo dei nutrienti e la densità delle popolazioni di pesci, agendo da ingegneri naturali della biodiversità. I rapporti di monitoraggio del marzo 2026 confermano che la famiglia ha stabilito il proprio territorio, costruendo tane comunitarie nei pendii argillosi delle rive, composti da complessi tunnel e camere per il riposo.

Il progetto, sostenuto inizialmente dalle donazioni di terre della fondazione di Doug e Kristine Tompkins, punta ora a espandersi verso le regioni del Chaco. Per Di Martino e il suo team, la presenza della famiglia nella Laguna Paraná non è solo il recupero di una specie, ma la riparazione di un legame spezzato tra la terra e le sue creature più vitali.