La donna era stata portata al pronto soccorso nelle prime ore di giovedì mattina, in arresto cardiaco. La squadra ha tentato la rianimazione e non ci è riuscita. Fu solo allora, apprendendo che era incinta, che Baraka ha mobilitato il reparto per un cesareo d'emergenza: un'operazione che in letteratura medica si chiama isterotomia rianimatoria, e che la maggior parte degli ostetrici non esegue mai in tutta la carriera.

Il tempo, in questa procedura, non è una metafora. Dopo circa venti settimane di gestazione l'utero comprime la vena cava inferiore e l'aorta addominale quando la paziente è supina, riducendo il ritorno venoso al cuore: le compressioni toraciche funzionano peggio finché l'utero non viene svuotato. Una gravidanza gemellare ingrandisce ulteriormente l'utero e aggrava quella compressione. Lo standard operativo risale al 1986, quando l'ostetrico americano Vernon Katz e i suoi colleghi pubblicarono su Obstetrics & Gynecology la raccomandazione di incidere entro quattro minuti dall'arresto materno e completare l'estrazione entro cinque.

Entrambi i gemelli sono stati estratti vivi e in condizioni stabili. Baraka non ha attribuito il risultato alla propria mano, ma alla preparazione: il coordinamento fra i reparti, lo specialista pediatrico già collocato in sala prima che il corpo vi arrivasse. Senza quella prontezza, ha detto, i due bambini sarebbero probabilmente morti insieme alla madre.

Saqulta è un markaz del governatorato di Sohag, nella valle del Nilo, circa 470 chilometri a sud del Cairo. Il suo ospedale centrale è una struttura distrettuale del Ministero della Salute, a metà strada fra le unità sanitarie di villaggio e gli ospedali generali del capoluogo: non il luogo dove ci si aspetta che una procedura misurata in secondi venga eseguita nei tempi previsti dai manuali.

L'arresto cardiaco in gravidanza è raro — stimato attorno a un caso ogni dodicimila ricoveri per parto nei paesi ad alto reddito — e quasi sempre finisce con tre morti anziché una. A Saqulta ne sono uscite due vite, per la ragione meno drammatica e più difficile di tutte: qualcuno aveva già deciso, in anticipo, chi doveva trovarsi in quella stanza.