È stato necessario attendere decenni perché Trevor Worthy, oggi professore alla Flinders University, tornasse in quella grotta insieme a Paul Scofield del Canterbury Museum. Scavando oltre i sedimenti superficiali, la squadra ha raggiunto uno strato sigillato dal tempo, dove i resti di antiche creature giacevano protetti tra due coltri di cenere vulcanica. La polvere grigia e finissima di un'eruzione avvenuta 1,55 milioni di anni fa e quella di un cataclisma successivo, risalente a un milione di anni fa, hanno agito come i margini precisi di un libro, datando con esattezza scientifica il più antico archivio fossile dell'Isola del Nord.

In questo spazio ristretto sono riaffiorate le ossa di dodici specie di uccelli e quattro di rane. Tra queste, una creatura ha catturato l'attenzione dei ricercatori: lo Strigops insulaborealis. Si tratta di un parente stretto del moderno kākāpō, il grande pappagallo notturno della Nuova Zelanda che oggi ha smesso di volare. A differenza del suo discendente, questo antico abitante dei boschi possedeva ossa delle zampe più sottili e leggere, un dettaglio anatomico che suggerisce una mobilità ormai perduta: la capacità di battere le ali e staccarsi dal suolo.

La scoperta chiarisce come la fauna neozelandese sia stata plasmata da eruzioni e mutamenti climatici molto prima che l'uomo mettesse piede sull'arcipelago. Oltre al pappagallo, i ricercatori hanno identificato un antenato del takahē e un piccione estinto, affine alle specie che oggi abitano le boscaglie australiane. Questi resti, ora destinati alla conservazione presso il Waitomo Museum, raccontano di un'epoca in cui la lotta per la sopravvivenza non era dettata dai predatori introdotti, ma dalla furia geologica della terra.

In segno di gratitudine per la cura prestata al territorio, una delle nuove specie identificate è stata dedicata alla famiglia Clayton-Greene. È un riconoscimento al legame silenzioso tra chi lavora la superficie della terra e chi, con pazienza, ne interroga le profondità per ritrovare le tracce di una vita che non conosceva ancora il peso della gravità.