Quell'indagine di quartiere segnò l'inizio di una trasformazione silenziosa ma implacabile. Da quel momento, Tavares ha dedicato ogni giorno alla costruzione di un ponte tra il mondo degli udenti e quello dei 4.401 cittadini capoverdiani che comunicano attraverso il gesto. Nel 2011, questa dedizione ha trovato una forma concreta nelle aule della Escola Secundária Pedro Gomes, dove i primi studenti sordi hanno potuto seguire le lezioni grazie alla presenza costante di interpreti, completando cicli di studio che prima erano loro preclusi.

L'Associazione capoverdiana dei sordi (ACS), di cui Tavares è vicepresidente, non si è limitata alla teoria. Ancora oggi, i tecnici dell'associazione si muovono attraverso il traffico della capitale Praia con i propri mezzi, spostandosi da una scuola all'altra per garantire che nessun ragazzo resti isolato durante le ore di lezione. È un movimento fisico e morale che sfida la carenza di fondi istituzionali, basandosi sulla convinzione che l'integrazione non sia un atto di pietà, ma un dovere civile.

La sfida attuale si è spostata sullo schermo televisivo. Tavares preme affinché la Rádio Televisão Cabo-verdiana estenda l'interpretazione della lingua dei segni oltre il telegiornale della sera, includendo programmi educativi e di informazione generale. La lingua dei segni locale, arricchita da gesti che descrivono i nomi delle singole isole e i cibi della tradizione, è per lei il veicolo necessario per una cittadinanza piena.

«Le persone sorde hanno capacità, hanno solo bisogno di opportunità.»

Nelle parole di Tavares non c'è traccia di vittimismo. La sua voce, ferma e calda, descrive una realtà dove il talento attende solo gli strumenti giusti per manifestarsi. Il suo lavoro ha trasformato la percezione di un'intera comunità, portando la società capoverdiana a comprendere che la mancanza di udito non toglie nulla alla dignità di un uomo, né al suo diritto di essere ascoltato.