I primi anni li ha passati su Mana Island, un chilometro e mezzo di terra nell'arcipelago delle Mamanuca, senza strade, dove il villaggio convive con i resort e si raggiunge la terraferma solo in barca. In settima classe si è trasferita a Lautoka, la città dello zucchero, dove il mulino macina la canna dei distretti circostanti dal 1903. Dell'infanzia parla senza giri di parole: violenza domestica, abusi.

Quando il ciclone Winston attraversò Viti Levu nel febbraio 2016 — il sistema tropicale più forte mai registrato nell'emisfero australe al momento dell'approdo — le operazioni di soccorso durarono mesi e portarono nelle sedi della Croce Rossa figiana un gran numero di volontari alla prima esperienza. Firo fu una di loro. Da allora è rimasta: corsi, programmi, attività nelle comunità, e il ruolo di referente sanitaria per la sede di Lautoka.

La sua convinzione sta in cinque parole: se puoi aiutare, dai una mano. E un corollario che ha il peso della biografia: nessuno va giudicato per la propria condizione di vita.

Se puoi aiutare, dai una mano.

È l'idea con cui tutto cominciò. Un commerciante ginevrino, Henry Dunant, passò accanto al campo di Solferino il giorno dopo la battaglia e convinse i contadini del posto a curare i feriti di entrambi gli eserciti. Dal racconto che ne fece nacquero il Comitato internazionale della Croce Rossa e la prima Convenzione di Ginevra. Centosessant'anni dopo, in una sede di provincia su un'isola del Pacifico, quella stessa idea porta il nome di una donna che da bambina avrebbe avuto bisogno che qualcuno la tendesse a lei, quella mano.