Moroni è entrato nel registro dopo l'università, raccogliendo un'eredità di famiglia che risale ai primi anni del secolo scorso. Oggi il suo cantiere lavora con Fincantieri sulle due navi scuola della Marina Militare, occupandosi degli alberi e delle componenti in legno. Lo scafo dell'Amerigo Vespucci, varato nel 1931 a Castellammare di Stabia, è d'acciaio. I ponti, le battagliole e molti arredi, però, sono di legno, e qualcuno deve saperli riparare.

La Palinuro ha una storia diversa. Varata a Nantes nel 1934 con il nome di Commandant Louis Richard, portava gli equipaggi francesi a pescare il merluzzo sui banchi di Terranova, prima che la Marina italiana la acquistasse nei primi anni Cinquanta.

Il mestiere di maestro d'ascia è regolato dal Codice della Navigazione del 1942, e i suoi iscritti compaiono nei registri della Capitaneria di Porto. Moroni sa quanto quei registri si stiano svuotando. Elenca le ragioni senza giri di parole: è difficile trovare lavoratori, la domanda di lavorazioni in legno cala, i materiali costano, i proprietari di barche d'epoca sono pochi, così come le strutture sulla costa, e trasportare un'imbarcazione è caro.

Eppure nel suo cantiere, da quasi tre anni, tre giovani apprendisti imparano. L'anno prossimo dovrebbero sostenere l'esame da maestro d'ascia.

Cesare Cortale, 29 anni, ha preso il titolo nel 2017. Veniva dalla carpenteria meccanica. A cambiargli la strada è stata una barca d'epoca, il Lazzaro, che si era messo a restaurare. Da lì è sceso nel Sud Italia per imparare da Giovanni Cammarano e Nino Aprea, e più tardi in Francia ha lavorato alla riparazione di un'imbarcazione in legno lunga 45 metri.

Oggi il suo laboratorio è ad Ameglia, alla foce del Magra, dove lungo la riva di Bocca di Magra piccoli cantieri e ormeggi si susseguono da generazioni. Cortale si è specializzato nei gozzi: barche da pesca aperte, a prua e poppa appuntite, lunghe di solito fra i cinque e gli otto metri, un tempo usate per calare reti e lenze vicino alla costa.

Conosce bene il prezzo della sua formazione, e per questo capisce chi si tira indietro. I giovani, dice, non vogliono passare anni a spostarsi da un cantiere all'altro in giro per l'Italia pur di imparare.

Lui quegli anni li ha passati. Ora, fra le sue mani, il legno dei gozzi torna in acqua.