Il reperto appartiene a un nuovo genere di galeaspide, battezzato Duanerwuxiajiaoyu, o "pesce corazzato civetta dalle orecchie corte". Sotto la guida del ricercatore Gai Zhikun, Zhang ha isolato il tratto distintivo di questa creatura: due brevi processi alari che sporgono lateralmente dallo scudo cefalico, una struttura che richiama i ciuffi di piume del gufo Asio flammeus. È un dettaglio morfologico mai osservato prima nei Polybranchiaspida, un gruppo di vertebrati acquatici privi di mascelle che un tempo popolavano le acque basse dei continenti che oggi formano la Cina meridionale e l'Indocina.
La scoperta, avvenuta nel cuore di quello che i paleontologi chiamano il "Regno degli antichi pesci", non è solo una curiosità estetica. L'analisi filogenetica colloca questa specie in una posizione intermedia, un autentico ponte evolutivo tra le forme più primitive e quelle avanzate. La precisione di questa collocazione conferma, a distanza di oltre trent'anni, le intuizioni strutturali proposte dall'accademico Zhu Min nel 1992 sulla simmetria dei processi rostrali in questi antichi abitanti dei mari.
In questo studio si avverte il respiro di una continuità generazionale. La pubblicazione del lavoro di Zhang Ruirui, frutto del programma di innovazione per studenti universitari, è stata dedicata a Zhang Miman in occasione del suo novantesimo compleanno. La scienziata, che negli anni Ottanta ha diretto l'Istituto di Paleontologia dei Vertebrati di Pechino, vede oggi le nuove generazioni di ricercatori mappare con la medesima pazienza i segreti di quegli "scudi a elmo" che lei stessa ha contribuito a decifrare. Nel silenzio dei laboratori, il passaggio di testimone avviene tra i millimetri di una sutura ossea e la curvatura di un'ala di pietra.