Khader è consulente di neurochirurgia funzionale all'ospedale universitario del Canale di Suez. Prima dell'intervento, risonanza magnetica e TAC hanno individuato con precisione il grappolo di cellule malfunzionanti; poi l'équipe lo ha raggiunto e cauterizzato con una sonda a radiofrequenza. Il bersaglio è il nucleo ventrale intermedio del talamo, una struttura grande quanto un pisello, sepolta in profondità in ciascun emisfero.
Il paziente resta sveglio perché non esiste altro modo di sapere che l'elettrodo è nel posto giusto. I chirurghi eseguono prima un riscaldamento di prova a temperatura più bassa e chiedono di tendere la mano, disegnare una spirale, bere da un bicchiere: cercano segni di intorpidimento o di parola impastata. Solo dopo creano la lesione definitiva, di pochi millimetri, portando la punta a settanta-ottanta gradi per circa un minuto.
Una volta disattivato il focolaio responsabile, l'effetto dura per tutta la vita.
La malattia che si tratta così è quasi sempre il tremore essenziale, diverso dal Parkinson: compare nel movimento anziché a riposo, colpisce spesso entrambe le mani e ricorre nelle famiglie. Si arriva al tavolo operatorio dopo che i farmaci di prima linea — propranololo, primidone — hanno fallito o sono diventati intollerabili. Di norma si opera un solo lato, quello che comanda la mano dominante: intervenire su entrambi i talami espone al rischio di disartria permanente e di difficoltà nella deglutizione.
La tecnica ha una storia lunga. Khader la fa risalire al 1950 e a Lars Leksell, che al Karolinska Institute di Stoccolma aveva costruito l'anno prima il suo arco stereotassico: lo strumento che permise, per la prima volta, di mirare a una coordinata dentro il cervello restando fuori dal cranio. La stessa mente inventò poi il Gamma Knife, pensato non per i tumori ma proprio per produrre queste minuscole lesioni funzionali senza aprire la testa.
In Europa e in America del Nord l'ablazione a radiofrequenza è stata in gran parte accantonata dagli anni Novanta, quando è arrivata la stimolazione cerebrale profonda: regolabile, reversibile, ma con un pacemaker sotto la clavicola, batterie da sostituire e visite di programmazione. L'ablazione elimina l'apparecchio e il follow-up, ed è anche per questo che è rimasta viva dove il costo dei dispositivi e i controlli ripetuti sono un ostacolo. Ismailia, sulla sponda occidentale del canale a centoventi chilometri da Il Cairo, ha una facoltà di medicina dal 1976, fra le prime dell'università.
Del resto è un video a portare la notizia fuori dalla sala: la mano che trema, poi la mano immobile. In Egitto ha circolato largamente, e il dettaglio che ha colpito chi lo ha guardato non è la tecnologia, ma il volto di un uomo che assiste, da sveglio, alla fine di dieci anni.